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PECULIARITÁ DEL TERRITORIO FERRARESE

Per ulteriori approfondimenti visitare il Sistema Informativo Territoriale Locale presente su questo sito

Il territorio della provincia di Ferrara si trova all’estremità della Pianura Padana, al confine con il mare Adriatico. Esso è caratterizzato da pendenze minime ed è in gran parte soggiacente rispetto al livello del mare.
Il deflusso delle acque di pioggia viene artificialmente regolato da un complesso sistema di canali che convergono verso numerosi impianti idrovori, le cui pompe sollevano le acque di scolo per avviarle al mare.

AltimetriaSenza le idrovore, questa pianura imprigionata fra i bordi rilevati del Po, del Reno e del Panaro e chiusa anche verso il mare, che la sovrasta, ben presto verrebbe in gran parte sommersa.    
Il territorio ferrarese si può suddividere, a grandi linee, in tre aree ben caratterizzate altimetricamente: i due polesini a nord e a sud del Po di Volano, conformati a “catino” con i margini in rilevato, costituiti dalla fascia costiera e dai corsi d’acqua ad essi esterni (Panaro, Po, Poatello, Volano, Primaro e Reno) e con depressioni interne che si spingono al di sotto del livello del mare, su estensioni vastissime (oltre il 40% della superficie provinciale dei terreni emersi) ed in misura molto accentuata; vi è poi una terza area, posta a sud-ovest di Ferrara, con altitudine media più elevata ed irregolarmente degradante verso levante.
Il Ferrarese, in particolar modo quello orientale, è stato interessato negli ultimi decenni da abbassamenti del suolo che hanno raggiunto valori massimi di circa 2,50 m, causati in parte da fenomeni naturali, ma soprattutto legati ad azioni antropiche.

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PROFILO ALTIMETRICO

Il  profilo mostra schematicamente le caratteristiche del territorio ferrarese, mettendo in evidenza le variazioni di altimetria (rese più apprezzabili grazie alla dilatazione della scala delle altezze), i principali lineamenti dell’organizzazione idraulica e la natura del suolo e del sottosuolo.
Da sinistra, il profilo presenta il fiume Po che domina sul resto del territorio, con livelli d’acqua che si innalzano enormemente durante le piene, contenute da argini poderosi e molto elevati; lo stesso accade anche per i fiumi Reno e Panaro. Procedendo verso destra, si incontrano le zone più alte di bonifica antica (le cosiddette Terre Vecchie e l’Alto Ferrarese) che presentano canali e strade di forma irregolare: in questa zona sorge la città di Ferrara.

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LA SICUREZZA IDRAULICA DEL TERRITORIO

L’ordinato regime idraulico nella provincia di Ferrara costituisce quindi l’aspetto più importante per la tutela e la valorizzazione del suo territorio.Numerose alluvioni si sono verificate periodicamente nel Ferrarese, sia per effetto di rotte arginali del Po, del Panaro e del Reno, sia perché il mare, in particolari condizioni di acque alte e durante le violente mareggiate, può scalzare le difese litoranee e riversare le sue acque nelle vaste depressioni retrostanti, sia infine per effetto delle difficoltà che spesso si manifestano, specie in caso di forti precipitazioni, a smaltire efficacemente le acque meteoriche all’esterno del territorio verso il mare.

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LA BONIFICA FERRARESE E LA SALVAGUARDIA AMBIENTALE

Oggi, nel modello di sviluppo territoriale, che in precedenza riguardava principalmente l’ambito economico – produttivo, vengono prese in maggiore considerazione esigenze di tipo ambientale – paesistico – ricreativo. Il complesso di tali esigenze è strettamente legato al bene “acqua” che è destinato a diventare sempre più prezioso per soddisfare i bisogni primari, secondari ed ecologici.
Il fitto reticolo idraulico artificiale, interamente gestito dal Consorzio di Bonifica, oltre a rappresentare lo strumento in grado di soddisfare le necessità di scolo ed irrigue del territorio, costituisce il naturale recapito finale degli scarichi fognari di qualsiasi insediamento civile e produttivo.

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L’ASSETTO IRRIGUO

La pratica irrigua rappresenta un secondo aspetto della bonifica, non meno impegnativo del precedente e di fondamentale importanza per l’economia agricola del territorio ferrarese. Per ampliarne gli effetti, sono state costruite, specie in tempi recenti, numerose e consistenti opere sia per il prelievo che per la distribuzione delle acque.
L’acqua irrigua che alimenta la provincia di Ferrara viene derivata quasi interamente dal fiume Po. I più importanti punti di prelievo sono costituiti dall’impianto Pilastresi, gestito dal Consorzio della Bonifica Burana, che può derivare una portata massima di concessione di 47 mc/s di cui 44 mc/s per il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara e 3 mc/s per il Consorzio della Bonifica Burana; una quota di 8 mc/s

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LA SITUAZIONE ATTUALE DELLA BONIFICA FERRARESE

Questo complesso di infrastrutture di bonifica nel territorio provinciale presenta, per sua natura, un costo annuo di ammortamento che avrebbe dovuto essere da tempo previsto nei bilanci dello Stato e della Regione. Ogni opera ha infatti una durata utile, trascorsa la quale gli interventi di manutenzione non riescono ad assicurarne l’efficienza, oppure divengono di costo proibitivo.
Le opere della Bonifica ferrarese, in parte vecchie e non più adeguate alle radicali trasformazioni del territorio, sono comunque chiamate a smaltire con continuità le acque in eccesso, convogliandole verso il mare, nonché a prelevare dai fiumi e distribuire nel territorio le acque irrigue.

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PIOVOSITA’

Ad una situazione di notevole piovosità, che aveva caratterizzato gli anni dal 1995 al 2002, con una media annua di 750 mm di pioggia, è seguita una situazione di sempre maggiore siccità, culminata nel 2006 con una media annua al di sotto dei 500 mm di pioggia. Il regime precipitazionale è di tipo equinoziale, presentando massimi in primavera ed in autunno.
I fenomeni di allagamento dei centri urbani sono sempre più frequenti; due fra le principali cause: gli eventi piovosi di sempre maggiore intensità  e concentrazione; le grandi urbanizzazioni con conseguente impermeabilizzazione dei terreni. Si rende necessario puntare sempre più sull’accordo tecnico programmatico fra Comuni, Enti Gestori dei sistemi fognari e gli Enti Gestori dei corsi d’acqua riceventi.